Anni fa qualcuno definiva Elliott Randall come “musicista per i musicisti” grazie alla sua simpatica personalità e a quella vitalità che si trova solo tra la gente di New York. Sono queste le due doti che costuiscono il motore che sta dietro alla sua totale dedicazione alla chitarra: un motore che è guidato da una straordinaria sensibilità che gli permette di suonare con Steely Dan, di essere solista con la Rochester Philarmonic Orchestra e di aver partecipato a migliaia di registrazioni di ogni genere.

Elliott iniziò le lezioni di pianoforte a cinque anni ma prese in mano la chitarra a nove sotto la tutela del legendario Roy Smeck. A scuola suonava per le feste e i balli di sabato sera ma solo due anni piú tardi aveva formato un quartetto e, nel 1963, incontrò Richie Havens al Greenwich Village di New York, dove presto diventò professionista. Da quel momento la sua vita è dedicata alla musica.
Nel Luglio del 1972 avviene una svolta importante della sua carriera quando è invitato a partecipare al primo album di una nuova band della California. Il gruppo era Steely Dan a cui Elliott contribuì con il suo virtuosismo “Reelin’ In The Years” che rimane tuttora un punto di riferimenti per gli appassionati di chitarra. Ma, invitato a fare parte permanente del gruppo declinò l’offerta, preferendo un ritorno a New York dove decise di diventare il numero uno “session man”, e infatti, per due anni suonò di tutto dal rock al jazz al Salsa e la sua reputazione crebbe in dimensioni mitiche.
Per gli ultimi dodici anni Elliott vive in Inghilterra dove divide il suo tempo tra Londra e la bellezza della campagna dello Yorkshire Dales al Nord dove il chitarrista e ammiratore Steve Williams lo incontrò per caso. Steve lo convinse a fare parte del the Willowman Festival che organizza vicino a Newcastle per pubblicizzare Vikings Sound, la sua Sound, Stage and Lighting Company. Due musiciti del gruppo creato, Steve Williams apunto e Dave Keyes, si erano incontrati a Blues to Bop e sembrava quindi logico presentarli in pubblico per la seconda volta proprio qui a Lugano.

http://elliott-randall.com

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