30 agosto
2 settembre
2001
robertrandolph.net/

Robert Randolph & The Family Band  
 
 
Alla giovane età di 24 anni Robert Randolph è già in bilico tra due mondi musicali: a Lugano si esibirà con esempi da entrambi durante la sua prima apparizione fuori dall’America. Il primo ambito è la Chiesa in cui è cresciuto e dove ha imparato a suonare la chitarra pedal-steel. Normalmente l’organo è lo strumento preferito per accompagnare i cantanti gospel, ma nella “House of God”, una congregazione Afro-Americana Pentecostale che i genitori di Randolph frequentavano, la chitarra steel entrò a far parte della musica sacra attorno agli anni ’30. Il Blues to Bop Lugano ha già presentato in passato due grossi nomi di questo genere: ricordate infatti “The Campbell Brothers” e il Reverendo Aubrey Ghent. Robert Randolph considera questa sua origine come fondamentale per la propria musica, anche se dopo aver ascoltato un disco di Stevie Ray Vaughan decise di adattare questo genere incorporandovi il blues, il Rhythm ‘n Blues e  il Rock ‘n Roll. Il secondo ambito nel quale Randolph si muove è quello dei bar, dei locali  notturni e, sempre più in futuro, quello di altri festival più grandi del nostro. Randolph sta inoltre ottenendo apprezzamenti molto lusinghieri anche da parte dei critici musicali, che ne parlano con entusiasmo. E’ difficile a parole rendere l’idea dell’effetto che questo carismatico giovane esercita sul pubblico, ma dopo averlo ascoltato durante Blues to Bop siamo certi che saranno numerose le persone che diventeranno suoi accaniti sostenitori.
 
 
Before making a record, before appearing in any major festival Robert Randolph is already a star because the most effective and reliable media wishes him so:  just word of mouth praise and concerts in small New York venues have been enough to make him a sensation.  Of course, it does no harm when an artist of the stature of John Medeski announces, “Robert is incredible.  He’s inspirational to watch.  He has great ears and takes everything in.  I’m looking forward to seeing what happens when he checks out Hendrix and Coltrane and Marley and starts getting into more secular spiritual music.”  Lucky Blues to Bop fans will be the first to see Robert Randolph play outside America and they are sure to remember the occasion!